Fare il PRP dopo il trapianto capelli da Vicenza

Il trattamento PRP capelli (plasma ricco di piastrine) è una moderna ed efficace tecnica mini invasiva che stimola il metabolismo dei follicoli incoraggiandone la messa in funzione delle cellule staminali in grado di far nascere nuovi capelli. Il protocollo PRP nel trattamento dell’alopecia è stato clinicamente verificato ed ha ampiamente appurato la propria efficacia. La cura PRP è efficace innanzitutto nel rinforzamento dei capelli colpiti da calvizie in quanto predisposti all’evoluzione di miniaturizzazione del follicolo e nella riattivazione dei capelli caduti di recente. Gli esami scientifici hanno invece riscontrato una marginale efficacia nel trattamento di calvizie già stabili.

Il PRP è una efficace azione farmaceutica da perfezionare con il trapianto capelli da Vicenza perché accresce la celerità di ricrescita dei capelli inseriti, irrobustisce i capelli d’origine che si trovano in zona del cuoio capelluto a rischio caduta, accresce il diametro follicolare dei capelli e estende la fase anagen del ciclo di vita follicolare.

La logica per cui fare il PRP dopo il trapianto è consigliato si basa su due considerazioni:

  1. I capelli nativi (cioè quelli non trapiantati) che sono presenti nella zona ricevente sono potenzialmente a rischio caduta e quindi è meglio stimolare il loro metabolismo. Il PRP dopo il trapianto da vigore ai capelli nativi riducendo la probabilità di caduta. Essendo questi capelli geneticamente deboli, il medico consiglierà un protocollo da ripetere negli anni successivi.
  2. I capelli trapiantati hanno un periodo di 90 giorni duranti i quali cadono e – dopo essersi ripresi dal trauma chirurgico – iniziano a ricrescere. Il PRP consente di rafforzare la ricrescita e ridurre il tempo di latenza prima della riattivazione follicolare.

In linea generale è sempre consigliabile procedere con un ciclo del trattamento rigenerativo a base di plasma ricco di piastrine PRP per rinvigorire i capelli nativi e rafforzare quelli trapiantati. Tutta energia nuova a beneficio della nuova chioma nascente.

Autotrapianto capelli da Roma: Perché rivolgersi Clinica HSD?

Mi chiamo Giorgio e vivo in provincia di Roma. Alcuni miei conoscenti si sono operati presso la vostra clinica e sono rimasti entusiasti del risultato ottenuto. Ho capito che avete una tecnologia innovativa ma anche a Roma ci saranno cliniche del vostro livello. Perché siete la scelta migliore per il trapianto capelli da Roma?

Scegliere la HSD è una scelta ottima perché le proprietà tecniche del nostro trapianto sono talmente innovativi che lo spostamento da Roma alla nostra clinica non potrà che essere giustificato. Vi elenchiamo differenti motivazioni per le quali eseguire la metodologia Micro FUE HD:

  • Massima densità d’impianto: L’espianto in maniera sezionale delle unità follicolari consente di ottenere un elemento capillare di diametro minore a 0.7 mm. Ciò permette di allestire le unità follicolari ad una densità non conseguibile con differenti pratiche.
  • Irrilevante diradamento dell’area donatrice: L’utilizzo del particolare punch da 0.7 millimetri di diametro asporta unicamente una sezione delle unità follicolari a disposizione nella zona donatrice. Ciò permette l’incremento dei capelli anche in questa zona con più del 90 % di ricrescita dei capelli esportati.
  • Conservazione della zona donatrice: I follicoli espiantati dalla zona donatrice con la tecnica sezionale nascono con probabilità superiore al 90 %. La procedura Micro FUE HD consente di riprodurre i capelli, per cui non è più vero che il trapianto riesce solamente a trasferirli.
  • Numero elevatissimo di capelli trapiantati: La media di unità follicolari esportate e poi impiantate è molto elevata. Si possono eseguire trapianti con oltre tredici mila, più di 5.000 unità follicolari in una unica sessione. Per arrivare a tale cifra è importantissima la procedura sezionale d’esportazione perché consente l’area donatrice si rinforzi, mentre con tutte le altre procedure (anche FUE) una operazione di tale rilievo potrebbe sfoltire proprio questa area.
  • Risultati naturali: La sistemazione dei capelli è fatto ad alta densità follicolare collocando i capelli nell’area ricevente tenendo conto di un verso ed un’angolazione uguali a quelli dei capelli d’origine. I capelli rinascono e ciò è assicurato per iscritto con la compilazione di una Garanzia.
  • Veloce ritorno al sociale: La metodologia Micro FUE HD è così mini invasiva che infatti passati pochissimi giorni non è percettibile alcun residuo come crosticine, rossore, rigonfiamento della procedura microchirurgica.

Farmaci o trapianto capelli contro la calvizie? | Calvizie Padova

Sono un ragazzo di 27 anni di Padova. Ho purtroppo la netta sensazione che fra qualche anno sarò calvo perché mio padre è calvo, mio fratello più grande è calvo e io – che sono molto giovane – perdo già molti capelli. Operarsi di trapianto capelli così presto mi sembra inopportuno. Con tutti gli sviluppi della scienza medica, possibile che non ci sia un farmaco che faccia crescere i capelli una volta per tutte!

Prendere alcune pastiglie e vedere ricrescere i capelli perduti è un sogno che molti conservano all’interno del loro cuore. Ma oggi è possibile risolvere i problemi di calvizie semplicemente prendendo alcune medicine?

Esistono due farmaci che sono stati approvati dalla FDA per la cura della perdita dei capelli. Il primo è una lozione chiamata Minoxidil scoperta per caso durante la sperimentazione per la terapia della pressione alta. Il Minoxidil, commercializzato con vari nomi, ha dimostrato un certo successo nel contrastare la perdita follicolare. Il meccanismo di funzionamento del Minoxidil non è completamente chiaro, ma si è verificata la sua capacità nel ampliare la durata della fase anagen. In alcuni casi il farmaco non funziona e comunque sospendendo l’utilizzo quotidiano, la perdita follicolare è normalmente molto importante. Il secondo farmaco verificato per la cura dell’alopecia è la finasteride ed è commercializzata come Propecia. Ugualmente l’azione di questo farmaco è stata scoperta durante studi medici condotti con altri scopi, in tal caso legati alla cura di malattie della prostata. Il farmaco agisce interrompendo l’azione del testosterone sui follicoli e conseguentemente promuovendo la crescita follicolare. Sfortunatamente questo farmaco presenta controindicazioni ed effetti indesiderati che lo rendono poco gradito ai pazienti uomini . Il farmaco può essere assunto esclusivamente dai pazienti di sesso maschile mentre è precluso l’impiego alle donne.

I farmaci contro la calvizie funzionano ma non in tutti i casi e non con tutti i tipi di perdita dei capelli. L’assunzione può avere effetti indesiderati di rilievo. Il risultato comunque è obbligatoriamente legato all’utilizzo continuativo dei farmaci e dopo la sospensione, il problema tende a reiniziare. Quando l’area interessata è calva, è necessario scegliere il trapianto capelli, che è l’unico sistema che può definitivamente correggere il problema.

La procedura di autotrapianto capelli a Padova corregge l’alopecia impiantando unità follicolari ad altissima densità e con una inclinazione analoga ai capelli nativi. Il risultato è completamente soddisfacente e naturale.

 

Miglioramenti che non lasciano più il segno!

Lo scopo delle operazioni di chirurgia tricologica è dare un’immagine nuova correggendo un disagio che spesso pesa più sullo spirito che sul corpo : la calvizie. Con l’utilizzo delle tecniche precedenti che ad oggi possiamo definire “grezze”, l’appagamento del soggetto che vi si sottoponeva si scontrava con una questione non trascurabile : imbarazzanti e brutte cicatrici da nascondere ed effetti spesso “finti”. Da un lato si sistemava un problema, dall’altro lato ne nasceva un altro. Gli svantaggi delle tecniche precedenti Prima dello sviluppo della tecnica di autotrapianto di capelli follicolare , la tecnologia più conosciuta con cui si affrontava chirurgicamente il disagio della calvizie è la cosiddetta “STRIP”. Le unità follicolari venivano prelevate a gruppi, poiché veniva asportata una striscia (STRIP) di tessuto cutaneo dalla zona donatrice, da cui in seguito si sezionavano micro – porzioni di tessuto cutaneo con unità follicolari annesse da innestare nelle zone da rinfoltire. L’effetto spesso “finto” “a bambola” era il primo disagio in cui il paziente poteva incappare. Inoltre , poiché la zona donatrice , ovvero l’area della nuca , è un’area in cui la cute è molto tirata, la cicatrice che ne scaturiva provocava un forte malessere e per causa della trazione continua spesse volte non guariva in maniera regolare , ma molto larga e a rilievo . Questo effetto indesiderato frenava il paziente a optare per un taglio di capelli molto corto, per evitare di mettere in mostra il segno visibile dell’intervento , causando inoltre grande imbarazzo in determinate situazioni della vita quotidiana. Il post-operatorio era molto lento e difficoltoso. I benefici dell’autotrapianto di capelli a singole unità follicolari L’autotrapianto di capelli follicolare ha risolto in via definitiva il problema dell’ esito “finto” e dell’esito cicatriziale percettibile e imbarazzante , nonché ha permesso di rendere l’intervento chirurgico una vicenda non traumatica e molto rapida . Ma vediamo come è possibile:

Il trapianto di follicolare viene eseguito con l’utilizzo del Trilix, strumento chirurgico di massima precisione che permette il prelievo singolo delle unità follicolari, che possono essere mono/bi/tri/pluri bulbari. Le incisioni presentano un diametro millimetrico e ciò non provoca alcun esito cicatriziale né sull’area del prelievo , né sull’area da rinfoltire . La zona da trattare , se include la porzione frontale, viene disegnata seguendo la fisionomia, l’età, il sesso del paziente , al fine di offrire un’immagine naturale. L’opportunità di scegliere ogni singola unità follicolare, permette che l’attaccatura frontale appaia naturale. Intervenendo a singole unità e non a “gruppi” , la durata dell’intero processo chirurgico (dall’espianto all’impianto) è sicuramente maggiore (si parla di almeno 3 ore). Il ricorso all’ anestesia locale con sedazione, autorizza la dimissione la sera stessa.

Al termine dell’ intervento, viene apposto un bendaggio compressivo da indossare solo quella notte. Il giorno seguente, il bendaggio viene rimosso e viene consigliato di riparare la zona con un cappello. I soli “segni” notabili nei giorni successivi sono piccolissime croste puntiformi perfettamente camuffabili e giustificabili come “irritazione cutanea” , per il fatto che non sono chiaramente conducibili ad un intervento di chirurgia tricologica. Chi è solito portare i capelli non rasati, potrà camuffarli completamente . L’utilizzo di medicinali e pomate prescritte, velocizza la caduta delle piccole croste ed annulla il fastidio che ne può derivare. Per chi svolge attività lavorative che non prevedono sforzi fisici, il rientro è pressoché immediato, eliminando quindi il disagio di richiedere lunghi periodi di convalescenza e interruzione dell’ attività. La gradualità della ricrescita che si verifica nei mesi seguenti, consente di abituarsi ad un miglioramento naturale alla vista .

L’ autotrapianto nel diradamento femminile

Ci sono diversi tipi di calvizie ed in particolare è molto diversa la calvizie femminile rispetto a quella maschile. Il diradamento dei capelli nella donna comporta una progressiva, graduale ed omogenea perdita dei capelli su tutto il cuoio capelluto. Si tratta quindi di un problema più subdolo rispetto alla calvizie maschile. Una donna può perdere i capelli per moti anni prima di rendersi conto che in pratica ha raggiunto un grado di diradamento severo. Nell’ uomo invece la calvizia procede per zone interessando per prima la parte anteriore (stempiature) ed il vertice (chierica). La perdita di capelli potrà successivamente allargarsi ma comunque il paziente è allarmato da subito.

Per la donna la calvizie non è solo un inestetismo ma un vero e proprio dramma psicologico e sociale. Un uomo calvo può in qualche maniera costruire un’ immagine accettabile di sé e quindi arginare il disagio psicologico. Una donna calva invece non riesce in alcuna maniera a riabilitarsi rimanendo tale.

Con l’ autotrapianto capelli HSD le donne hanno la possibilità di rinfoltire le zone della testa maggiormente soggette all’ inestetismo e riabilitare la propria immagine in maniera efficace. La specifica difficoltà della correzione della calvizie femminile sta nella necessità di posizionare i capelli autotrapiantati in mezzo ai capelli esistenti. Ciò richiede una maggiore perizia tecnica e delicatezza chirurgica.

Quanto tempo ci vuole per la ricrescita dei capelli?

L’ intervento di autotrapianto capelli trasferisce follicoli geneticamente più forti dalla zona donatrice a quella ricevente. Il follicolo una volta riposizionato rimane in uno stato passivo per circa 2 – 4 mesi prima d’ iniziare la sua normale ricrescita. Il paziente quindi dovrà aspettare mediamente 3 mesi per vedere ricrescere i capelli trapiantati. Dopo questo periodo il ritmo di crescita sarà identico a tutti gli altri capelli e cioè una media di 9 mm al mese.

Bisogna tenere in considerazione il fatto che i capelli sono soggetti ad un ciclo di vita (crescita – riposo – caduta) e quindi alcuni dei capelli trapiantati potrebbero rimanere più a lungo inattivi. Per vedere il 100% dei capelli trapiantati ricrescere potrebbe essere necessario un tempo maggiore.